La Tutela del minore straniero nel contesto nazionale (italiano) ed europeo

Il 23 maggio 2019, il CCP ha assistito a una conferenza svoltasi nell’ambito dell’XI edizione del Corso di Educazione ai diritti, organizzato dal Centro di Ricerche Economiche e Giuridiche (CREG) dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

La discussione, di materia principalmente giuridica, si è concentrata sull’applicazione della Legge 47/2017 (detta anche Legge Zampa) a beneficio dei minori non accompagnati (MSNA) in Italia, e in special modo sulla figura del “Tutore volontario di MSNA”, istituita ai sensi dell’art. 11 di tale atto normativo.

Le voci che si sono susseguite provengono da diversi attori, che vantano esperienze tanto di studio teorico quanto sul campo, esperti sulle procedure e sulle norme che interessano l’accoglienza, la tutela e la protezione dei MSNA in Italia.

Tutti i relatori hanno espresso il loro pieno accordo alla presenza e al potenziamento della figura del “tutore volontario” che, come soggetto sociale e giuridico opportunamente formato dalle autorità regionali competenti, si mette a disposizione perché ai minori non accompagnati venga garantito il rispetto dei diritti fondamentali.

Secondo i relatori, il “tutore volontario” rappresenta una vera rivoluzione nella legislazione italiana: in quanto al “vertice di una piramide”, egli è la persona che prende decisioni e fa scelte rimanendo più possibile vicina al minore e, nello stesso tempo, interfacciandosi con gli attori che operano in tale campo. Grazie a questa Legge, il “tutore volontario” rappresenta il ponte tra minore e attori istituzionali, giuridici e sociali, che sono impegnati nella tutela dei ragazzi stranieri che arrivano in Italia: i MSNA trovano nei “tutori volontari” la possibilità di essere rappresentati e dunque di “far sentire la loro voce” in ambito pubblico. Inoltre, secondo Sandra Zampa, la prima firmataria della Legge 47, il tutore è fondamentale affinché possa essere costruita una strada con e per il minore, che lo porti a essere completamente integrato in Italia o, qualora non volesse rimanere, a uscirne in tutta sicurezza. Dunque, dal dibattito emerge la consapevolezza dell’importanza fondamentale del minore nel proprio processo di integrazione nella struttura sociale di accoglienza. Ogni azione o decisione presa dagli attori in campo deve sempre tenere in considerazione la “bussola” del best interest del minore, di cui recita l’art. 3 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ed è sul rispetto di tale diritto fondamentale che si fonda la legalità di ogni intervento.

Tutto sommato da ciò che risulta, e nonostante tutte le problematiche relative a ogni caso particolare nonché agli ancora mancanti decreti attuativi che ne completerebbero l’applicazione, è opinione comune che la Legge Zampa sia un unicum e un’avanguardia tutta italiana in Europa. È un fatto che, sebbene siano ancora presenti molte lacune, l’Italia vanti di un processo di accoglienza per i minori non accompagnati, che prevede delle tutele reali oltre che l’impegno comune di tutti gli attori interessati professionalmente e umanamente da tale fenomeno.

Si potrebbe approfondire ulteriormente la capacità della Legge 47 e della figura dei “tutori volontari” di essere il vero punto focale per una collaborazione tra attori basata sui principi fondamentali di dignità umana e sussidiarietà, affinché a ogni attore venga permesso di lavorare e contribuire alla tutela di soggetti così vulnerabili, nel rispetto dei ruoli e secondo le possibilità di tutte le persone coinvolte.

 

Foto di Jagdish Choudhary